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Favola
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La mwkwfavola è un mwlagenere letterario caratterizzato da brevi composizioni, in mwlqprosa o in mwlgversi, che hanno per protagonisti di solito mwlwanimali – più raramente mwmapiante o oggetti inanimati – e che sono fornite di una "mwmqmorale".

Contents

Storia
Note

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Caratteristiche

Il termine mwnqitaliano «favola» deriva dal termine mwnglatino "mwnwfabula", derivante a sua volta dal verbo "mwoafor, faris, fatus sum, fari" = dire, raccontare. Il termine latino «mwoqfabula» indicava, in origine, una mwognarrazione di fatti inventati, spesso di natura leggendaria e/o mitica. Va infatti specificato che con il termine mwowfavola, dai primi secoli d.C. fino alla fine del mwpaXVIII secolo, si qualificarono anche i mwpqmiti. Ad esempio, nel mwpgmwpwSaggio sulle favole e sulla loro storia dell'mwqaastronomo mwqqfrancese mwqgJean Sylvain Bailly, si faceva riferimento come mwqwfables (ovvero "favole") alle antiche leggende mitiche, soprattutto d'origine greca e romana. Fu solo nel mwraXVIII secolo che il termine incominciò ad avere il significato che oggi gli viene attribuito.

La favola ha inoltre la stessa mwrgetimologia della "mwrwmwsafiaba" (entrambe da «mwsqfabula»). Sebbene favole e fiabe abbiano molti punti di contatto, oltre alla comune etimologia, i due mwsggeneri letterari sono diversi:

• i personaggi e gli ambienti delle fiabe (mwtqorchi, mwtgfate, mwtwfolletti, ecc.) sono mwuafantastici, mentre quelli delle favole (animali con il linguaggio, i comportamenti e i difetti degli uomini) sono mwuqrealistici;
• la favola è accompagnata da una "morale", ossia un insegnamento relativo a un mwuwprincipio etico o un mwvacomportamento, che spesso è formulato esplicitamente alla fine della narrazione (anche in forma di mwvqproverbio); la morale nelle fiabe in genere è sottintesa e non centrale ai fini della narrazione.

La favola può essere in mwvwprosa o in mwwaversi. Dal punto di vista della struttura letteraria, la favola presenta elementi di somiglianza con la mwwqparabola, nella quale tuttavia non compaiono animali mwwgantropomorfici o esseri inanimaticite-ref-1[1].

Storia

Evo antico

Come mwyggenere letterario, le favole più antiche costituiscono verosimilmente l'elaborazione di mwywmateriale tradizionale associato forse a una remota epopea di animali.

La più antica favola, tra tutte quelle note, è considerata la mwzqmwzgStoria dei due fratelli, un componimento mwzwegizio del mwaaXIII secolo a.C.; testi egizi analoghi, ma di epoca successiva, sono mwaqmwagIl principe predestinato (XIX dinastia) e mwawmwbaMenzogna e verità (Periodo del mwbqNuovo Regno). Talmud (0 a 400) riporta favole nel nome di mwbgRabbi Meir e mwbwRabbi Akiva.cite-ref-2[2]

La mwdqtradizione orale della favola in mwdgIndia può esser fatta risalire al mwdwV secolo a.C. La più antica raccolta di origine mweaorientale, il mweqPañcatantracite-ref-3[3] è sopravvissuta solamente attraverso una mwfgtraduzione mwfwaraba dell'mwgaVIII secolocite-ref-4[4]; un'altra opera in mwhqsanscrito, l'mwhgHitopadesacite-ref-5[5], pur contenendo materiale tradizionale elaborato molti secoli prima, è stata compilata solo nel mwiwXII secolocite-ref-6[6].

Di mwkqEsopo, il più antico autore di favole dell'mwkgantica Grecia e del mwkwmondo occidentale, possediamo 400 favole in mwlaprosa di cui tuttavia non si sa quanto l'attuale redazione, mwlqellenistica o mwlgbizantina, corrisponda all'originale. La stessa storicità di mwlwEsopo è stata spesso messa in discussione: Esopo sarebbe stato uno mwmaschiavo, di origine mwmqfrigia, vissuto in mwmgGrecia nel mwmwVI secolo a.C. Le sue favole costituiscono ancora il modello del genere letterario e rispecchiano comunque la morale tradizionale dell'mwnaantica Greciacite-ref-7[7]. mwoqPlatone ci informa che lo stesso mwogSocrate aveva messo in versi alcune favole di Esopocite-ref-8[8].

Anche il favolista mwqalatino mwqqFedro (mwqgI secolo d.C.) sarebbe stato uno schiavo: nato in mwqwTracia, condotto prigioniero a mwraRoma, affrancato da mwrqAugusto, scrisse durante il regno di mwrgTiberio favole in mwrwsenari giambici molte delle quali verosimilmente sono andate perdute. Le favole di Fedro riprendono il modello di quelle di Esopo, ma con un diverso atteggiamento: Fedro non è infatti, come Esopo, il favolista di un mondo contadino, ma di uno mwsastato evoluto dove dominano l'avidità e la sopraffazione. Sebbene con le sue favole non si fosse proposto attacchi personali, Fedro tuttavia fu perseguitato da mwsqSeiano, il potente mwsgprefetto del pretorio di Tiberiocite-ref-9[9]. Nelle favole mwtwpessimiste di Fedro il prepotente trionfa sempre sul debole, il quale è invitato alla rassegnazione o, nella migliore delle ipotesi, a cercare un compromesso accettabile nei rapporti con il potere:

(latino)

«Nunc, fabularum cur sit inventum genus,

brevi docebo. Servitus obnoxia,

quia quae volebat non audebat dicere,

affectus proprios in fabellas transtulit,

calumniamque fictis elusit iocis.»

(italiano)

«Ora perché sia nato della favola il genere

in breve ti spiegherò. La schiavitù, ai padroni soggetta,

non osando dire ciò che avrebbe voluto,

traspose le sue opinioni in brevi favole, ricorrendo, per schivare

le accuse di calunnia, a scherzose invenzioni.»

(Fedro, Fabulae, III, prologus, vv.33-37)

Altri autori minori del mondo classico sono il greco mwugBabrio (mwuwIII secolo) ed il latino mwvaAviano (mwvqIV secolo). Il primo ridusse in mwvgversi mwvwipponattei 123 favole attribuite a Esopocite-ref-10[10]; mwxaAviano diede invece una descrizione in mwxqdistici elegiaci di 42 favole di Fedrocite-ref-11[11].

Medioevo

Nel mwzaMedioevo il genere della favola ebbe molta fortuna. Molte favole medievali si richiamavano nel titolo a mwzqEsopo, le cui composizioni in realtà in epoca medievale non erano più conosciute: l'autore della maggior parte delle "favole esopiche" del Medioevo era invece mwzgFedro; ma del mwzwgrande favolista latino in epoca medievale era stato dimenticato invece il nome, che tornerà alla luce solo alla fine del mw0aXVI secolocite-ref-referencea2-12-0[12]. La più popolare mw1qsilloge di favole in epoca medievale era in mw1gprosa ed era chiamata "mw1wmw2aRomulus" (mw2qIX secolo): vi erano contenute per lo più favole di Fedro, attribuite tuttavia a un autore latino di nome Romolo (in mw2glingua latina: mw2wRomulus) il quale, come riferito nell'introduzione, avrebbe tradotto le favole di mw3aEsopo dal mw3qgreco in mw3glatino per farle conoscere al proprio figlio Tiberinocite-ref-referencea-13-0[13].

Dal "mw5aRomulus" vennero generate anche opere di favole in mw5qversi mw5glatini, come per es. il mw5wNovus Aesopus di mw6aAlexander Neckam in mw6qdistici elegiacicite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]. In mw9gFrancia fiorirono raccolte di favole esopiche in mw9wprosa in mw-alingua francese, dette mw-qmw-gisopet, la più famosa delle quali fu scritta da mw-wMaria di Francia (fine del mw-asecolo XII). Sebbene il termine "mw-qisopet" evochi Esopo nel nome, le mw-gisopet francesi erano tratte in realtà soprattutto da quelle di Fedro tramandate attraverso il "mw-wmwaqaRomulus"cite-ref-referencea-13-1[13]. Anche in mwaquItalia nel mwaqyXIV e del mwaqcXV secolo si svilupparono mwaqgvolgarizzazioni soprattutto dalle favole in mwaqkdistici elegiaci mwaqolatini di mwaqsGualtiero Anglico. Se le "mwaqwisopet" in mwaq0lingua francese rispecchiavano i valori dell'mwaq4aristocrazia feudale, le favole italiane in mwaq8lingua volgare note col nome di "mwaraEsopo volgare"cite-ref-17[17] rispecchiavano i valori delle nuove realtà sociali dominanti alla fine del medioevo: i mwarumercanti e gli mwaryordini mendicanticite-ref-18[18].

Nel basso Medioevo si affermò anche una mwarwepopea animalista, un mwar0genere letterario autonomo nato probabilmente in mwar4India, giunto in Europa attraverso versioni del mwar8mwasaPañcatantra mwasearabe ed mwasiebraiche tradotte in mwasmlingua latina da mwasqGiovanni da Capuacite-ref-19[19] e da mwaskBaldocite-ref-20[20], e sviluppato infine nel nord della mwas4Francia con mwas8poemi aventi per protagonisti animali, soprattutto la mwatavolpe (in mwatelingua francese mwatiRenard) e il mwatmlupo. Il ciclo più importante di quel periodo è il mwatqmwatuRoman de Renart, una vasta raccolta di poemi con animali, scritti nel mwatyXII-mwatcXIII secolo da più autori rimasti sconosciuti, nei quali si esalta il gusto dell'avventura, l'ironia, l'astuziacite-ref-21[21].

XVI secolo

Le favole furono molto apprezzate nel mwat4periodo rinascimentale anche in mwat8Italia. Il significato didascalico delle favole venne osservato con maggior interesse in seguito alla pubblicazione degli mwauamwaueEmblemata di mwauiAndrea Alciatocite-ref-22[22]. Ma già agli inizi del mwaucXVI secolo delle favole scherzose, sul modello di mwaugOrazio, ricorrevano molto frequentemente nelle mwaukmwauoSatire dell'mwausAriosto; è il caso, per esempio, della favola della zucca nella Settima mwauwsatira o delle favole della gazza e della ruota della fortuna nella Terza satira. mwau0Agnolo Firenzuola e mwau4Anton Francesco Doni si rifecero al mwau8mwavaPanchatantra, il primo con mwaveLa prima veste dei discorsi degli animali (una traduzione parziale dall'opera di Giovanni da Capua attraverso una versione in castigliano del mwaviXV secolo)cite-ref-23[23], il secondo con la sua traduzione integralecite-ref-24[24]. Anche mwavsLeonardo da Vinci scrisse alcune favole che seguono la struttura della favola classica, ma che hanno per personaggi soprattutto gli elementi naturali e veicolano una morale mwavwpessimisticacite-ref-25[25]. Ricorsero alle favole anche i polemisti fautori della mwaweRiforma protestante, per es. mwawiErasmus Alberuscite-ref-26[26], la cui opera fu apprezzata da mwawcMartin Lutero che nella favola vedeva un efficace strumento nella polemica mwawgprotestante contro la mwawkChiesa cattolicacite-ref-27[27].

XVII secolo

In mwaxaItalia, in mwaxeetà barocca, la favola non ebbe molti cultori. Non così in Francia. Fra la fine mwaxiXVI secolo e gli inizi del mwaxmXVII secolo due importanti opere filologiche attirarono l'attenzione su mwaxqFedro. Nel mwaxu1596 il mwaxycalvinista mwaxcfrancese mwaxgPierre Pithou pubblicò un importantissimo mwaxkcodice del mwaxoIX secolo di mwaxsFedro, noto come "mwaxwPithoeanus"cite-ref-referencea-13-2[13], mentre nel mwaye1608 fu il padre mwayigesuita mwaymJacques Sirmond a scoprire nella mwayqbiblioteca dell'mwayuabbazia di Saint-Remi un secondo codice di Fedro, anch'esso del mwayyIX secolo, noto come "mwaycRemensis" e purtroppo perduto nel mwayg1774 per un incendiocite-ref-28[28]. Questi ritrovamenti ravvivarono in Francia il gusto per la favola; non a caso un mway0francese, mway4Jean de La Fontaine, creò dei veri capolavori riscrivendo in versi molte favole di Esopo, di Fedro o quelle appartenenti alla tradizione medioevale. Nella prima raccolta di Favole (mway81668) La Fontaine seguì il modello di Esopo; nei libri pubblicati durante i successivi 25 anni, La Fontaine utilizzò la favola per fare mwazasatira su mwazecorte, mwaziaristocrazia, mwazmChiesa, e sulla nascente mwazqborghesia: in breve l'intero consorzio umano. La sua influenza fu enorme in tutta Europacite-ref-29[29].

XVIII secolo

Il secolo d'oro della favola fu il mwazsXVIII secolo. Sotto il camuffamento degli animali delle favole gli mwazwilluministi lasciavano intravedere la sottostante razionalità. In Italia scrissero favole mwaz0Aurelio de' Giorgi Bertolacite-ref-30[30], l'abate mwaaiGiovanni Battista Casticite-ref-31[31], mwaacTommaso Crudelicite-ref-32[32], mwaawAntonio Jerocadescite-ref-33[33], mwabeGiambattista Roberticite-ref-34[34], mwabyLorenzo Pignotticite-ref-35[35], mwabsLuigi Clasio (pseudonimo di mwabwLuigi Fiacchi)cite-ref-36[36], mwaceGiovanni Meli, autore di "mwaciFavuli morali" (Favole morali) in mwacmsicilianocite-ref-37[37]. Scrissero favole: in Francia mwacgJean-Pierre Claris de Florian, nipote di mwackVoltairecite-ref-38[38], in Inghilterra mwac4John Gaycite-ref-39[39], in Spagna mwadmTomás de Iriartecite-ref-40[40] e mwadgFélix María Samaniegocite-ref-41[41]. In Germania scrisse favole mwad0Christian Fürchtegott Gellertcite-ref-42[42], mentre mwaeiGotthold Ephraim Lessing, oltre che autore di favolecite-ref-43[43], ne studiò la struttura e la funzione in cinque trattati pubblicati solo di recente in italianocite-ref-44[44]. Scrissero favole in mwaesDanimarca mwaewEdvard Storm, in mwae0Polonia mwae4Ignacy Krasickicite-ref-45[45] e in Russia mwafmIvan Ivanovič Dmitriev, che fu ministro della giustizia di mwafqAlessandro I di Russia, e soprattutto mwafuIvan Andreevič Krylov, giudicato il più grande scrittore di favole russocite-ref-46[46].

XIX secolo

Sebbene nel mwafwXIX secolo alle favole vennero preferite di solito le fiabe, non mancarono grandi autori di favole anche in quell'epoca, per esempio Cristóbal de Beñacite-ref-47[47] e mwagiJuan Eugenio Hartzenbuschcite-ref-48[48] in mwagcSpagna; mwaggAmbrose Bierce negli mwagkStati Uniti d'America (quest'ultimo utilizzò la favola come mezzo di mwagosatira politica)cite-ref-49[49] e mwag8Beatrix Potter in mwahaInghilterra; quest'ultima fu una autrice di favole più aderenti alle convenzioni del passatocite-ref-50[50]. Scrisse favole anche il grande mwahuTolstoj il quale le inserì ne mwahymwahcI quattro libri di lettura, scritti per i figli dei contadini che frequentavano la scuola di mwahgJasnaja Poljana da lui fondatacite-ref-51[51].

XX secolo

Nel mwah8XX secolo si ha un ritorno alla tradizionale favola esopiana con mwaiaPietro Pancrazi, autore della raccolta mwaieL'Esopo moderno nel mwaii1930cite-ref-52[52], o con alcuni poeti mwaicdialettali quali mwaigTrilussa, autore di favole in mwaikromanescocite-ref-53[53] o mwai4Vittorio Butera, autore di favole in mwai8calabresecite-ref-54[54]. Ricorsero alla favola anche scrittori "mwajqimpegnati" quali mwajuItalo Calvino con mwajymwajcMarcovaldo, mwajgJean Anouilh che nel mwajk1961 pubblicò una raccolta di 43 mwajoFables, mwajsLeonardo Sciasciacite-ref-55[55], mwakaRudyard Kipling con mwakemwakiIl libro della giungla e mwakmGeorge Orwell il cui più noto romanzo mwakqmwakuLa fattoria degli animali è una mwakyparabola del mwakccomunismo mwakgsovietico raccontata riprendendo molti elementi della favolistica di Esopo. Anche mwakkFranz Kafka scrisse favole in mwakolingua tedescacite-ref-56[56], mwak8Kornej Ivanovič Čukovskij in mwalalingua russacite-ref-57[57]cite-ref-58[58], mwalkJosé Bento Renato Monteiro Lobato in mwalolingua portoghesecite-ref-59[59], mwal8Damon Runyoncite-ref-60[60] e mwamqJames Thurbercite-ref-61[61] in mwamklingua inglese.

XXI secolo

Nel XXI secolo lo scrittore napoletano Sabatino Sciacite-ref-62[62] è tra coloro che apportano un rinnovamento al genere della favola. Le sue sono definite 'Favole di protesta occidentale' in quanto, pur restando fedeli all'antica tradizione di Fedro, stigmatizzano la società contemporanea. La collaborazione con illustri voci del suo tempo lo ha portato nel 2007 a vincere il prestigioso premio Elsa Morante Ragazzi con l'opera 'Alda e Io - Favole', scritto a quattro mani con la poetessa Alda Merinicite-ref-63[63]. Dall'altra parte del mondo, in America Latina, gli scrittori Juan e Victor Ataucuri Garcia hanno contribuito alla rinascita della favola nel XXI secolo con una nuova idea: utilizzare la favola come elemento diffusore dell'identità nazionale avvalendosi della vasta letteratura tradizionale questo continente. A tal fine, nel suo libro "Favole Peruanas"cite-ref-64[64], hanno effettuato la loro raccolta di tesi di miti, leggende, credenze andina e amazzonica del Perù, poi, da questo, creano belle favole fatte è diventato un modo molto interessante per diffondere la ricca letteratura tradizionale del suo paese. Il risultato è stato un lavoro straordinario ricco di sfumature regionali, dove si scopre il rapporto dell'uomo con la sua origine, la natura, la sua storia, i suoi costumi e le credenze che poi diventano norme e valori.

Note

cite-note-11. Gino Ruozzi (a cura di), mwan4I classici. Milano, A. Mondadori, 1995, ISBN 88-04-37947-2.
cite-note-22. mwaomHillel Bakis (2000), mwaoqRenard et le loup... et autres fables d'Israël, Ed. Raphaël Jeunesse, Paris.
cite-note-33. mwaogTheodor Benfey, mwaokPantschatantra: Fünf Bücher indischer Fabeln, Märchen, und Erzählungen. Leipzigmwaoo : F.A. Brockhaus, 1859 (mwaoson-line)
cite-note-44. Emilio Teza, "Appunti per la bibliografia del Pancatantra". In: Theodor Benfey (ed.), mwao8Orient und Occident, insbesondere in ihren gegenseitigen Beziehungen. Göttingen: Dieterichschen Buchhandlung, 1864, pp. 707-17 (mwapaon-line)
cite-note-55. Narayana, mwapqLo Hitopadeca, o Buono ammaestramento, tradotto dal sanscrito da Oreste Nazari, Torino: E. Loescher, 1896
cite-note-66. Ludwik Sternbach, mwapgThe Hitopadesa and its sources. New Havenmwapk : American oriental society, 1960.
cite-note-77. mwap0Romanzo di Esopo. Introduzione e testo critico a cura di Franco Ferrari, Testo orig. a fronte, traduzione e note di Guido Bonelli e Giorgio Sandrolini. Milanomwap4 : BUR, 2005, ISBN 88-17-17161-1.
cite-note-88. mwaqmPlato, mwaqqmwaquFedone, IV.
cite-note-99. Fedro, mwaqkFavole. Testo orig. a fronte, introduzione, traduzione, note di Enzo Mandruzzato. Milanomwaqo : BUR, 2005, ISBN 88-17-12224-6.
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cite-note-2727. Martin Luther, mwaw4Mémoires de Luther, écrits par lui-même; traduits et mis en ordre par mwaw8Jules Michelet. Parismwaxa : Adolphe Delahays, 1854 (mwaxeon-line).
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cite-note-3131. Giovanni Battista Casti, mwayyGli animali parlanti: poema epico diviso in ventisei cantimwayc : vi sono infine aggiunti quattro apologhi del medesimo autore non appartenenti al poema. Parigimwayg : Presso Treuttel e Würtz, 1802 (mwaykon-line)
cite-note-3232. Tommaso Crudeli, mway0Raccolta di poesie del dottor Tommaso Crudeli dedicata all'illustrissimo signore Orazio Mann, ministro in Toscana di S.M. Britannica. Napoli, 1756 (mway4on-line); sono favole quattro di queste poesie, "Il contadino ed il signore", "La reggia leonina", "Il lupo pien d'umanità" e "La donnola ed il coniglio".
cite-note-3333. Phaedrus, mwaziEsopo alla moda, ovvero delle fauole di Fedro, Parafrasi Italiana di Antonio Jerocades, In Napolimwazm : presso il Porsile, 1779.
cite-note-3434. mwazcFavole settanta esopiane con un discorso. In Bolognamwazg : nella stamperia di Lelio dalla Volpe, 1773. Il testo, anonimo, è attribuito al mwazkRoberti dal mwazoMelzi: mwazsDizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani o come che sia aventi relazione all'Italia, Milanomwazw : L. di G. Pirola, 1848-1859, vol. I, p. 398 (mwaz0on-line).
cite-note-3535. mwa0eLorenzo Pignotti, mwa0iFavole e novelle del d. Lorenzo Pignotti, Lucca, presso Francesco Bonsignori, 1785.
cite-note-3636. Luigi Clasio, mwa0yFavole e sonetti pastorali di Luigi Clasio con nuove aggiunte. Firenzemwa0c : presso Ciardetti, 1796.
cite-note-3737. mwa0sGiovanni Meli, mwa0wFavuli morali. Palermomwa00 : Antares, stampa 1997.
cite-note-3838. Jean-Pierre Claris de Florian, mwa1eFables de M. De Florian de l'academie Francaise, de celles de Madrid, Florence, & c. A Parismwa1i : chez les librairies associes, 1793.
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cite-note-4444. Gotthold Ephraim Lessing, mwa24Trattati sulla favola; a cura di Lucia Rodlermwa28 ; traduzione di Maria Huf. Romamwa3a : Carocci, 2004, ISBN 88-430-2964-9
cite-note-4545. La prima raccolta, mwa3uBajki i Przypowieści (Favole e Racconti) è del mwa3y1779, la seconda, mwa3cBajki nowe (Nuove favole) fu pubblicata postuma nel 1802; comprese quelle trovate successivamente, le favole di Krasicki sono in tutto 88. Sono state pubblicate in italiano solo parzialmente, in versi, da Enrico Damiani nel "mwa3gMeridiano di Roma" (1940).
cite-note-4646. Ivan A. Krylov, mwa3wRaccolta di favole, Krylov; a cura di Vera Zdrojewska, Testo originale a fronte, Collezione Il melagrano, n. 186-189. Firenzemwa30 : Fussimwa34 : Sansoni, stampa 1957.
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cite-note-5050. Beatrix Potter, mwa5mFavole. Vol. I: mwa5qLe favole di Ludovico Coniglio, Vol. II: mwa5uLa favola di Tom Miciozzino, Vol. III: mwa5yLa favola della signora Riccio Rotolo, Vol. IV: mwa5cLa favola del signor Geremia Pescatore, Vol. V: mwa5gLa favola di Costantino Coniglietto, Vol. VI: mwa5kLa favola dello scoiattolo Nocciolina. Traduzione di Giulia Niccolai, Milanomwa5o : Emme, 1981, ISBN 88-294-9943-9.
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cite-note-6363. Alda Merini, Sabatino Scia, "Alda e Io - Favole", Graus Editore, 2006. Prefazione di Mario Luzi.
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Bibliografia

• Enzo Petrini, mwa-eAvviamento critico alla letteratura giovanile; prefazione di Giovanni Calò, Bresciamwa-i : La scuola, 1958.
• Stephen Mac Say, mwa-qLa fable joyau des ans, à travers les peuples et les âges, prefazione di Pierre Grosclaude, Blainville-sur-Mermwa-u : L'Amitié par le livre, 1963.
• Enzo Mandruzzato, «Premessa sul "genere": la "favola" e la "fiaba"». Inmwa-c : Fedro, mwa-gFavole, testo latino a fronte; introduzione, traduzione, note di Enzo Mandruzzato, Milanomwa-k : BUR, 2008, pp. 5-101, ISBN 978-88-17-12224-5.
• Alberto Beniscelli, «Introduzione». Inmwa-w : Carlo Gozzi, mwa-0Fiabe teatrali; introduzione e note di Alberto Beniscelli, Milanomwa-4 : Garzanti, 1994, ISBN 88-11-58544-9.

Voci correlate

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• mwa-uMito
• mwa-sAllegoria

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) fable, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Favola, su Open Library, Internet Archive.
• citerefarlima(FR) Bibliografia su Favola, su Les Archives de littérature du Moyen Âge.
• mwbaiFavole, fiabe e altri racconti, su favolosamente.it.
• mwbaqFavole brevi della buonanotte da leggere ai bambini per addormentarli - Favoledellabuonanotte.com